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ISOSTHENIA®
Due sono le metodologie di Isosthenia®:
La prima si basa principalmente sui principi di lavoro osteopatico-posturale e valuta in analisi: il Meccanismo Respiratorio Cranio-Sacrale, movimento presente nelle suture craniche unito al Meccanismo Respiratorio Primario; Il motore di tale meccanismo è la contrazione delle cellule della nevroglia facenti parte del tessuto nervoso (oligodendrociti), che vuotandosi e svuotandosi, si contraggono all’incirca 8-14 volte al minuto creando, attraverso la dilatazione degli emisferi cerebrali un aumento ed una diminuzione di volume all’interno della scatola cranica. Questo provocherà un effetto primario di trazione sulla dura madre, determinando come effetto finale, un movimento cranico. La dura madre, inserendosi dal foro occipitale, scendendo lungo il canale vertebrale fino a S2 ed avendo inserimenti lungo tutti i forami di coniugazione vertebrali, raggiungendo infine, come punto terminale, il coccige, provocherà un movimento che si ripercuoterà fino all’osso sacro, e lungo tutte le ossa ad esso connesse sia direttamente che indirettamente provocando appunto un movimento osseo globale di tutto il nostro sistema scheletrico.( www.wikipedia.org/wiki/Respirazione_cranio-sacrale ).
Avendo chiari alcuni concetti del movimento osseo uniti a quelli del Meccanismo Respiratorio Primario, si potrà andare a lavorare senza alcun contatto da parte dell’operatore sul soggetto su eventuali restrizioni biomeccaniche, utilizzando di riflesso il movimento fasciale dei nostri tessuti.
La Funzione Determina La Struttura ( Still)
Il metodo di lavoro prevede un arricchimento della conoscenza corporea molto importante, imparando a sentire il nostro corpo non solo nel momento in cui, sottoposto a uno “stress” oltre misura, ci invia un segnale di “dolore” o di “limite”, ma in assoluto sempre e con la capacità cognitiva di poterlo gestire laddove si pone.
I concetti chiave espressi prima, valuteranno il movimento delle ossa del nostro corpo, avendo chiaro che durante la fase inspiratoria le ossa pari (coppe simmetriche rispetto ad un piano mediano sagittale ) avranno un movimento di extrarotazione e quelle impari (ossa uniche generalmente situato in posizione mediana) di flesso-estensione (a seconda del segmento osseo valutato), e che invece durante l’espirazione le ossa pari avranno un movimento di intrarotazione e quelle impari di flesso-estensione (a seconda del segmento osseo valutato).
Il lavoro vero e proprio, appresi i concetti base, verterà su delle induzioni di movimento volontario “passivo” (che non prevede nessun contatto con il proprio corpo) e “attivo” (che invece lo prevede), dei vari segmenti ossei presi in considerazione, associando a essi la giusta respirazione.
La seconda metodologia invece utilizza solo ed esclusivamente l’ambiente dove noi viviamo, il nostro corpo ed il contrasto in opposizione con la forza che ci domina, la gravità. Durante il nostro percorso di vita ci capita di vivere in modo assolutamente distante se non opposto a quello in armonia con noi stessi. La mancanza di un reale e concreto equilibrio tra tutte queste componenti ci porta a vivere lunghi periodi della nostra vita in una sorta di “limbo”, in una condizione o situazione non ben definita e chiara. L'equilibrio che ogni persona si crea, è spesso legato a delle fasi, a dei periodi della nostra vita, qualsiasi esse siano. Ci sono parti di noi che in un certo periodo sono particolarmente sacrificate, perché esistono priorità diverse, non importa quale sia il motivo, ma solo e semplicemente per priorità diverse.
Ed è allora che il nostro sistema cercherà un equilibrio in questa situazione, un’omeostasi generica, che in letteratura è definita in questo modo: condizione di stabilità interna degli organismi, che deve mantenersi anche al variare delle condizioni esterne attraverso meccanismi autoregolanti . “Wikipedia”.
Purtroppo o per fortuna, quest’omeostasi è una regola che non si può cambiare, esiste ed esisterà sempre, importante è poter essere in grado di avere coscienza, attraverso la conoscenza, di sapere cosa stia accadendo, in modo da poterlo gestire al meglio. E’ possibile che i nostri sistemi, come detto sopra, dopo un certo periodo, non siano più in grado di gestire questo status, ed allora tutti i sistemi che fino a quel momento avevano autoregolamentato lo squilibrio esistente, saltano, e non sono più in grado di gestirlo pertanto abbiamo necessità di cambiare, probabilmente soddisfacendo quanto è stato sacrificato fino a quel momento. A questo punto è facile trovarsi davanti ad una sorta di legge di compensazione con il bisogno di quanto precedentemente sacrificato che emerge in modo particolarmente forte ed evidente, creando una situazione altrettanto, se non maggiormente squilibrata quanto quella che l’ha causata.
Per poter capire in che periodo siamo, quali sono le nostre reali necessità e se lo sono in modo temporaneo o permanente è necessario avere una capacità cognitiva e comportamentale che ci porti appunto a conoscere alcune cose molto importanti, ma altrettanto semplici, che sono sempre insieme a noi:
- Avere cognizione di come la nostra struttura ossea e soprattutto quella muscolare possa influenzare in modo negativo il nostro periodo di vita
- Avere cognizione di come ci muoviamo e del perché lo facciamo in un modo piuttosto che in un altro
- Comprendere se la situazione che stiamo vivendo risponde o meno alle nostre effettive necessità di vita quotidiana
- Sapere gestire tutte le cose sopra citate
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NASCERE CON LA DANZA
Tra le molte proposte che vengono avanzate per la salute della donna, quella della danza orientale oltre ad essere gradevole, divertente e ricreativa è fonte di effetti benefici per diversi aspetti sia durante la gravidanza che al di fuori di essa. In gravidanza i vantaggi ottenibili sono stati spesso indicati in termini di rilascio delle tensioni, di acquisizione di una maggiore consapevolezza corporea, di un senso di rinascita e di riscoperta della femminilità.
I movimenti rotatori e ondulatori migliorano la respirazione e la circolazione con conseguente aumento dell’irrorazione a livello di tutti i distretti corporei tra cui la placenta che è fonte di nutrimento per il feto.
Gli esercizi e i movimenti utilizzati per la danza orientale tonificano e rendono più flessibili due gruppi di muscoli importanti: quelli della fascia addominale e quelli del pavimento pelvico. Una buona tonicità e flessibilità accompagnata a una buona capacità di rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico, previene le lacerazioni perineali mentre una muscolatura tesa e contratta, oltre ad essere soggetta a lacerazioni, può rallentare la discesa della parte presentata. La danza mediorientale può essere utile, in modo indiretto, per ripristinare una buona percezione della zona perineale e può aiutare ad avere una immagine mentale del pavimento pelvico.
Alcuni movimenti della danza, abbinati al respiro profondo, sono adatti al momento della nascita per alleviare i dolori del travaglio e per facilitare la discesa del bambino nel canale del parto.
La danza orientale in gravidanza, rilassa e previene dolori scheletrici e muscolari e permettendo di raggiungere un buon rilassamento, migliora il sonno.
Molti movimenti delle spalle e delle braccia coinvolgono anche la zona del seno e favoriscono l’allattamento in quanto rilassano la muscolatura delle spalle; in modo del tutto naturale questi movimenti sollecitano la ghiandola mammaria e per effetto di un meccanismo riflesso eccitosecretorio stimolano la secrezione lattea.
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BONES FOR LIFE
Studi su donne africane che trasportano pesi sul proprio capo ha rilevato una bassa frequenza di fratture (1%) rispetto alle donne occidentali, anche in presenza di densità ossea inferiore (Aspray TJ, et al: Low BMC and BMD in African women with minimal fractures 1996). Fattori addizionali devono dunque intervenire nel determinare fratture; la qualità dell’elasticità dell’osso sembra essere influenzata dall’esperienza del trasporto di pesi, dalla coordinazione della organizzazione del movimento così come della postura.
Per sviluppare ossa “forti” è, dunque, necessario un confronto dinamico con la forza di gravità attraverso una pressione elastica e ritmica esercitata ad una velocità pari a quella dell’andatura dinamica.
A livello cellulare il movimento dinamico fa in modo che il sangue, ricco di sostenze nutrienti e di ossigeno penetri nelle ossa e sostenga la crescita cellulare. Il sangue ossigenato è assistito dalla forza di gravità che facilità lo scorrimento verso il basso dal cuore alle estremità delle braccia e delle gambe.
Il sangue che ritorna dalle estremità al cuore trasporta le sostanze di rifiuto e l'anidride carbonica compiendo una funzione di "pulizia" anche dei tessuti ossei eliminando i residui eccessivi dei processi metabolici. Tale risalita richiede uno specifico sforzo di pompaggio contro la gravità rendendo la fase di pulizia la parte più difficile del ciclo nutritivo. La natura ha fornito le vene di valvole per aiutare il cuore in questo processo.
Se il drenaggio dei liquidi e delle sostanze di rifiuto rallenta, i primi tessuti ad essere trascurati in termini ri rifornimento sanguigno sono quelli solidi delle ossa. Se tale condizione diventa cronica ne consegue un impoverimento della popolazione delle cellule ossee e l'aumento dello spazio intercellulare, a cui segue il processo di osteoporosi e la possibilità di fratture anche spontanee.
E' qui che si colloca il cammino dinamico e il rimbalzo sui talloni, che costituiscono la struttura della tecnica Bones for Life: ogni passo del piede che batte sul terreno fa salire il sangue nelle vene da una valvola all'altra.
La prima condizione per sostenere i movimenti dinamici consiste nell’assicurare un allineamento sicuro della postura in grado di proteggere le articolazioni vulnerabili del rachide cervicale e lombare, delle anche e delle ginocchia, risparmiandole da possibili compressioni o deviazioni.
L’attività di rimbalzo ritmico sui talloni, che rappresenta l’esercizio principale del programma e viene praticato con molte variazioni, agevola l’assorbimento delle materie prime nutritive dell’osso e interviene facilitando il ritorno venoso al cuore. Tale attività anche se eseguita con delicatezza, è comunque caratterizzata da una significativa componente dinamica, che può mettere a rischio le articolazioni. Per questo la camminata dinamica e l’attività di rimbalzo sui talloni, viene sempre inserita in un lavoro di organizzazione della postura in modo che l’allineamento del corpo non ceda o non comprima le articolazioni vulnerabili della colonna e delle gambe. Il processo di apprendimento affronta questa problematica e offre alcune strategie per assicurare che la continuità della catena posturale resti intatta mentre si rimbalza.
Un aspetto collaterale del lavoro, ma altrettanto importante per il soggetto, è l’acquisizione di una fiducia nei confronti del proprio corpo e della sua capacità motoria. Il rimbalzo eseguito correttamente serve a migliorare spontaneamente l’asse della stazione eretta, e dal momento che la posizione ortostatica influenza il modo di presentarsi nella vita, gli effetti benefici possono esprimersi anche a livello emotivo e sociale.
Uno studio preliminare ha evidenziato un significativo miglioramento della densità ossea in un gruppo costituito prevalentemente di donne di età dai 28 ai 69 anni, che ha seguito regolarmente il programma BFL per 4 mesi, incoraggiando ulteriori studi e l’applicazione della tecnica.
A chi è rivolto
1.donne dai 50 ai 69 anni
2.donne in menopausa precoce o chirurgica
3.soggetti portatori di malattia celiaca
4.soggetti con trait talassemico,
5.soggetti sottoposti a terapie ad impatto sulla densità ossea (es.terapia cortisonica cronica)
6.uomini sottoposti a trattamento ormonale
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TAIJIQUAN E SALUTE
In Cina l'uso dell'esercizio fisico può essere fatto risalire già al 1000 a.c. Il Neijing, antico testo fondamento della medicina tradizionale cinese, prescrive esercizi di respirazione, massaggi della pelle e della carne, esercizi delle mani e dei piedi per gli abitanti del centro, regione pianeggiante e umida, che soffrono di paralisi delle giunture, raffreddamenti e febbri. Nel periodo dei regni combattenti (403-221 a.c.) i taoisti introdussero esercizi fisici e mentali ed esercizi di respirazione come tecniche efficaci per la prevenzione e cura di alcune malattie ed il mantenimento della salute. Già verso la fine della dinastia Han, Hua Tuo (141-203 d.c.), noto medico e scienziato, sosteneva l'efficacia dell'esercizio per aumentare le difese immunologiche e aveva elaborato un sistema di cura attraverso movimenti noto come il gioco dei cinque animali. Da allora le ginnastiche energetiche vennero studiate e approfondite negli ambienti buddisti e taoisti con lo scopo di mantenere l'organismo efficiente, preservarsi dalle malattie e dalla vecchiaia, conservarsi in buona salute e favorire la longetività. Da queste antiche tecniche si evolvette il Taijiquan.
ANALISI DELLA TECNICA IN RAPPORTO AI DATI IN LETTERATURA
Mantenimento della postura verticale
Movimenti circolari e spiraliformi
L’estensione del capo e del tronco modifica gli atteggiamenti posturali, la flessione delle ginocchia abbassa il centro di gravità ed aumenta la stabilità. I movimenti circolari favoriscono la flessibilità delle articolazioni mettendole in movimento con lentezza e continuità e il continuo spostamento di peso da un arto all’altro aumenta l’equilibrio statico e dinamico oltre alla forza degli arti inferiori.
Infatti uno dei principali effetti riportati in letteratura è la riduzione delle cadute, della paura di cadere e di conseguenza delle lesioni traumatiche in particolare delle fratture degli arti inferiori. Lo studio di Wolf (1) ha dimostrato una riduzione del 47% del rischio di caduta in soggetti praticanti il taijiquan rispetto al gruppo di controllo sottoposto a ginnastica posturale anche in presenza di fattori di rischio come precedenti cadute o paura di cadere. Risultati sovrapponibili sono riportati in studi specifici su popolazione femminile sia di età media (2) che anziana(3)
Inoltre il lavoro in posizione eretta sotto gravità sulle articolazioni e strutture tendinee degli arti inferiori e della colonna interviene nel rallentare il fenomeno dell’osteoporosi. Particolarmente interessante è il lavoro di Chang et al. (4) che evidenzia come una popolazione di donne in menopausa da 1-9 anni, praticanti di TJQ da almeno 4 anni, avevano una densitometria basale più alta del 10-14,5% rispetto ai controlli non praticanti come espressione di un ritardo della perdita ossea. Negli stessi soggetti a 12 mesi la perdita di osso era 2 volte inferiore rispetto ai controlli sedentari, e la riduzione della perdita di osso nelle donne praticanti era statisticamente significativa a livello del femore e della tibia (2,6-3,6 volte meno), e comunque inferiore senza evidenza statistica a livello delle spine vertebrali.
Lentezza e continuità dei movimenti
Questa caratteristica determina una consapevolezza sensoriale della velocità e del tempo, delle direzioni e della forza, consapevolezza che diventa un patrimonio anche nella vita quotidiana, mantenendo uno stimolo costante sulle componenti vestibolare e visiva dell’equilibrio, che si traduce in differenze statisticamente significative tra anziani praticanti (7 aa), giovani e anziani sedentari nella capacità di equilibrio come riportato dallo studio di Tsang (5).
Infatti nel taijiquan lo sguardo che sempre è associato al movimento, può essere definito uno sguardo che tutto vede e nulla guarda, uno sguardo non focalizzato: per questo motivo si mantiene la capacità di visione globale e al tempo stesso gli occhi si rilassano, e con gli occhi anche la mente si rilassa.
Memorizzazione :
Il taijiquan, oltre a doverlo imparare perché non è un semplice esercizio ma una sequenza, ci costringe alla memorizzazione, a pensare sempre a quello che stiamo facendo, ad essere sempre presenti e consapevoli ma in una condizione di calma. Quindi il nostro cervello è attivo, lavora, ma sempre nella calma, senza stress né rincorse. Questo mantiene giovane e allenato il cervello. Imparare, non smettere mai di imparare mantiene in esercizio il nostro cervello ed e’ la miglior ginnastica che gli possiamo far fare. Nello studio di Yunfa Liu (6) vengono analizzati i benefici fisiologici del taijiquan in donne di media età: tra i vari parametri presi in considerazione è stata analizzata la comparsa di onde beta durante la pratica in due gruppi di donne, uno praticante da tempo e uno principiante. Nel gruppo esperto la comparsa di onde beta è superiore percentualmente e come area di insorgenza rispetto al gruppo di controllo non solo nel momento della pratica ma anche nella fase che precede e segue la pratica, espressione di una mente “attiva”, “presente” una mente che muove in un corpo che pensa.
Rilassamento di corpo e mente
Ultimo aspetto, ma primo di importanza e principale obiettivo del TAIJIQUAN è rilassare il corpo e la mente. Attraverso il movimento associato alla respirazione e alla concentrazione si raggiunge uno stato meditativo che determina una condizione di rilassamento di tutto il corpo anche durante il movimento e della mente sia nello stato di vigilanza che nello stato di calma e recupero. La condizione della pratica è caratterizzata dal Qui e Ora, il praticante si abbandona alla consapevolezza del movimento nella sua lentezza, liberando la mente da ogni pensiero e lasciandosi andare consapevolmente al proprio respiro che diventa lento, profondo, ritmico e coordinato con i movimenti.
Nello stesso studio di Yunfa Liu (6) viene studiata la comparsa di onde alfa nei due gruppi durante lo stato rilassamento ad occhi chiusi che precede la pratica. Nelle donne anziane di pratica la percentuale è nettamente superiore a dimostrare una capacità di rilassamento immediata, rapida e profonda. Questi due aspetti, la capacità di concentrarsi e di rilassarsi nell’arco di pochi minuti spiega anche i risultati che sono stati documentati in soggetti usciti dal coma, (..) nel cui programma riabilitativo era stato inserito il taijiquan e nei quali la capacità di attenzione e la possibilità di rilassarsi sono gravemente compromesse.
Yunfa Liu ha inoltre analizzato altri parametri fisiologici come la frequenza respiratoria che si riduce e quella cardiaca che invece aumenta confermando che il taijiquan è anche un esercizio anaerobico di media intensità (6-8).
Bibliografia
1.Reducing Frailty and Falls in Older Persons: An Investigation of Tai Chi and Computerized Balance Training. Steven L.Wolf, PhD, et al. and the Atlanta FICSIT Group; J Am Geriatr Soc 51:1794–1803, 2003.
2.Health benefits of Tai Chi exercise: improved balance and blood pressure in middle-aged women. Everard W. Thornton, Kevin S. Sykes And Wai K. Tang. Health Promotion International Vol. 19. No. 1 © Oxford University Press 2004.
3.Health benefits of Tai Chi exercise: improved balance and blood pressure in middle-aged women. Everard W. Thornton, Kevin S. Sykes And Wai K. Tang; Health Promotion International Vol. 19. No. 1 © Oxford University Press 2004.
4.A Randomized, Prospective Study of the Effects of Tai Chi Chun Exercise on Bone Mineral Density in Postmenopausal Women. Kaiming Chan, FRCS, Ling Qin, PhD, Mingchu Lau, MD, Jean Woo, MD, Szeki Au, MPhil, Wingyee Choy, BSc, Kwongman Lee, PhD, Shiuhung Lee, MD; Arch Phys Med Rehabil 2004;85:717-22.
5.Tai Chi Improves Standing Balance Control Under Reduced or Conflicting Sensory Conditions. William W. Tsang, MPhil, Vivian S. Wong, MSc, Siu N. Fu, MPhil, Christina W. Hui-Chan, PhD; Arch Phys Med Rehabil 2004; 85:129-37
6.Physiological Benefits of 24-style Taijiquan Exercise in Middle-aged Women. Yunfa Liu, Kanichi Mimura, Lixin Wang and Komei Ikuda; J Physiol Anthropol Appl Human Sci 22 (5): 219–225, 2003
7.Effects of Tai Chi Mind-Body Movement Therapy on Functional Status and Exercise Capacity in Patients with Chronic Heart Failure: A Randomized Controlled Trial. Gloria Y. Yeh, MD, MPH, Malissa J. Wood, MD, Beverly H. Lorell, MD, Lynne W. Stevenson, MD, David M. Eisenberg, MD, Peter M. Wayne, PhD, Ary L. Goldberger, MD, Roger B. Davis, ScD, Russell S. Phillips, MD; Am J Med. 2004;117:541–548. ©2004
8.Taichiquan acutely increases heart rate variability
Janne VaÈaÈnaÈnen, Sun Xusheng, Shixuan Wang, Tomi Laitinen, Heikki Pekkarinen and Esko Laènsimies; Clin Physiol & Func Im (2002) 22, pp2–3
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IL METODO FELDENKRAIS® PER LA SALUTE
Il metodo Feldenkrais è uno uno fra i metodi di apprendimento somatico principali per la connessione tra consapevolezza e movimento, ideato da Moshé Feldenkrais negli anni Sessanta.
Il Metodo Feldenkrais propone movimenti semplici, piacevoli e inusuali, per portare la persona a scoprire nuovi modi di muoversi, più facili ed efficaci. I nuovi modelli possono man mano sostituire i vecchi e portare ad una aumentata flessibilità, leggerezza, eleganza e ad una riduzione del dolore e delle limitazioni di movimento. Il lavoro su di sé attraverso la consapevolezza aiuta la persona ad abbandonare schemi abituali non più efficienti.
Il processo porta spesso quindi alla diminuzione di disagi somatici (p.es. mal di schiena). Facendo sport, si migliora la tecnica motoria; questo serve anche ai musicisti e a chi fa professioni "corporee" (danzatori, cantanti...).
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